Enneatipo 3

Lungo un sentiero vi era continuamente un gran via vai. Si diceva che portasse all’illuminazione, per cui ogni giorno si affollava di persone che tentavano di raggiungere l’obiettivo più alto. Purtroppo molti si perdevano per strada e non potevano fare a meno di tornare al punto di partenza se non volevano smarrirsi definitivamente.

Tra i vari passanti circolavano le più strane leggende, tra cui una riguardante dei lamenti che potevano essere uditi dai pellegrini in certe occasioni.

Si dà il caso che una donna che aveva ormai attraversato quel sentiero numerose volte ed avesse sentito questi lamenti fin troppo spesso per pensare che fossero qualcosa di sovrannaturale, decise di appostarsi e di far chiarezza sulla questione. Quando si udirono per l’ennesima volta, i presenti fuggirono di gran carriera, ma lei non desistette. Giunse vicino ad un sasso e capì chiaramente che provenivano da lì sotto. Non esitò un momento e lo spostò con forza. Che stupore nel trovare una buca in cui era posto un uomo! Subito lei parlò:

«Nasreddin, sei proprio tu? Cosa ci fai lì sotto?»

«Mi è stato detto che per raggiungere il mio obiettivo dovevo diventare il mio obiettivo, dunque eccomi qua!»

 

Un enneatipo Tre è sicuramente disposto a fare enormi sacrifici per raggiungere i traguardi che si pone. Sa quali sono, sa come raggiungerli. Ma, proprio come il nostro Nasreddin, finisce per trasformarsi in ciò che vuole. Tizio diventerà l’avvocato e lo sarà in ogni contesto. Caio diventerà medico, dunque guai a chi non gli riconosce questa competenza. Sempronia desidera rivestire il ruolo di moglie modello e non mancherà occasione di dimostrare i suoi risultati.

Questa personalità è molto legata all’immagine ed all’approvazione. Un Tre potrebbe ricordarsi di un’infanzia simile a quella descritta in certi film, dove il bambino appassionato di baseball fa di tutto per guadagnarsi l’attenzione del padre. Sa che per conquistarlo deve avere successo e diventare una figura di spicco, dunque si dedica anima e corpo per diventare un campione.

L’essere legato così strettamente all’immagine rende un Tre molto camaleontico. Riconosce un gruppo a cui appartenere (che si tratti di sport, di lavoro o altro) e fa di tutto per diventare un modello in tale ambito. Cosa offre il mercato? Qual è la via migliore per raggiungere il successo? Qualunque sia la risposta, egli sa che si sforzerà di arrivare dove desidera con la maggiore efficienza possibile. Per efficienza si intende “la capacità di azione o produzione con il minimo di scarto, di spesa, di risorse e di tempo impiegati”. Se poi il prezzo è passare le giornate come Nasreddin sotto un sasso, o fare un lavoro noioso che non piace ma che permette di acquisire la giusta parcella o il dovuto prestigio, si pagherà.

Per fare ciò, la giornata deve essere dettagliatamente organizzata. Piena di impegni, il giusto tempo da dedicare alle relazioni “che contano”, poco tempo libero. Il lavoro (e se non è il lavoro è un suo surrogato) occupa la maggior parte delle energie e dei pensieri di un Tre. Non è raro trovare persone di questo enneatipo alla soglia degli ottant’anni ancora desiderose di fare la propria parte. Qualcuno direbbe “drogati di lavoro”. Questo avviene poiché, come detto in precedenza, “se io sono avvocato, lo sarò per tutta la vita”. Togliersi quel ruolo sarebbe come rimanere senza nome e cognome. Un Tre ritiene che mostrandosi il numero uno, non verrà tradito, verrà amato, verrà apprezzato. Vien da sé che la competizione sarà all’ordine del giorno, poiché se qualcun altro dovesse dimostrarsi più in gamba lo sarebbe non solo come professionista, ma implicitamente anche come persona. Il fallimento non sarà mai un vero fallimento, ma avrà una qualche sfumatura di successo: questo enneatipo evita a tutti i costi il disprezzo che teme di leggere negli occhi altrui.

Il concetto di efficienza viene inoltre traslato anche nell’ambito affettivo. I sentimenti sono sì importanti, ma ciò che conta è che il rapporto funzioni.

[tratto da: Enneagramma, i Nove abitanti della Terra]