Enneatipo 4

A Mullah Nasreddin fu chiesto: «Dove hai l’orecchio sinistro?»

In risposta, si passò il braccio destro sopra la testa per toccare così l’orecchio sinistro.

«Eccolo qui!»

«Ma perché lo tocchi in questo modo? Non faresti prima a toccarti l’orecchio sinistro con la mano sinistra?»

«Sì, effettivamente sarebbe più semplice», rispose lui «ma se facessi come fanno tutti gli altri non sarei Mullah Nasreddin!»

Le persone sembrano piuttosto banali e spesso superficiali. Agli occhi di un Quattro, la gente vive una monotona esistenza ordinaria priva di qualsiasi forma di autenticità. Come può una persona essere vera se si comporta come fanno i più? Cosa ci può essere di buono nel conformarsi?

Tutto ciò che rende diversi dagli altri dà origine ad una propria identità, che altrimenti rischierebbe di andare persa nella condivisione di tratti comuni. Che delusione sarebbe per il nostro Mullah se un giorno incontrasse qualcun altro che si tocca l’orecchio sinistro con la mano destra! Sicuramente sentirebbe crollare molte delle sue certezze e si ritroverebbe nuovamente perso in un dissidio interiore. “Chi sono io?”. Chiunque si trovasse ad avvicinarlo in un momento del genere, vedendolo tormentato da questi pensieri oscuri, gli domanderebbe cosa gli stia succedendo. Lentamente Nasreddin alzerebbe il capo e, con occhi umidi, prima di rispondere si interrogherebbe chiedendosi se questa persona potrebbe essere in grado o meno di capire la sua situazione. La risposta probabilmente sarebbe “no”. Al che con una scossa di capo si allontanerebbe, trascinandosi con sé un pesante fardello di incomprensione.

Un enneatipo Quattro sa bene che non c’è nulla di enfatico in tale scena, benché questa sia drammatica. La propria identità è una cosa seria a cui pare essere l’unico ad interessarsi profondamente. Gli altri sembrano andare a destra e a sinistra, tutti impegnati a vivere un qualche surrogato di vita all’insegna dell’ordinarietà. Egli si sente solo, in contatto con le parti più intime dell’essere, ma queste in qualche modo sfuggono sempre.

Il partire dal presupposto che nessuno possa capirlo davvero è una garanzia di unicità… nonché un modo per attirare attenzione e sguardi! D’altronde solo qualcuno simile a lui potrebbe esserne in grado, ma una persona del genere non può e non deve esistere per definizione. Ecco quindi l’eterno tira e molla in cui si trova invischiato un Quattro: da una parte il desiderio di far chiarezza, dall’altro il continuo architettare sovrastrutture alla ricerca di una eccentricità ricercata ma mai ammessa.

Ciò che fa soffrire tantissimo il nostro caro “Nasreddin che si tocca l’orecchio sinistro col braccio destro” è proprio nei suoi occhi: questi sono sempre vigili ed alla ricerca di qualità nel prossimo da confrontare con carenze (“squalità”) in se stesso. È come se ogni volta una lama tornasse a rendere più profonda una ferita nella speranza.

Il presente è visto attraverso il filtro della carenza e solo guardando al passato e al futuro questo enneatipo sente la possibilità di percepire un sollievo. Nel passato vi è una “età dell’oro” in cui l’armonia rifletteva sul mondo, poi interrotta da eventi che l’hanno dissolta. Ma tornando nel qui ed ora, si accorge ogni volta che il presente può solo essere l’ombra di un passato roseo e lucente, mentre il futuro è sempre un domani irraggiungibile.

Questo continuo volgersi alla rivisitazione del passato ed il perenne sintonizzarsi sulle frequenze della sofferenza dell’oggi fa sì che un Quattro sia portato ad avere numerosi alti e bassi d’umore, dettati anche dalla sua grande sensibilità nei confronti degli altri, soprattutto verso quelli meno fortunati, con i quali si sente naturalmente in empatia.

Le grandi capacità di immaginazione e di astrazione rendono questa personalità particolarmente estrosa e spesso in grado di esprimere grandi qualità artistiche. La moltitudine di sentimenti e di percezioni, grazie ad una delicatezza fuori dal comune, vengono convogliate nella creazione di raffinatezze di ogni genere: dalla manualità fino al teatro.

[tratto da: Enneagramma, i Nove abitanti della Terra]