Enneatipo 6

A Nasreddin fu chiesto di trasportare un carico di valore molto fragile. Gli fu raccomandato di fare grande attenzione perché se il bene avesse toccato terra avrebbe rischiato di rompersi.

Issato l’oggetto sulle spalle, partì per le vie del mercato.

Purtroppo lungo la via mise il piede in una buca ed inciampò, franando a terra ed infortunandosi un braccio. Non si sa come, Nasreddin riuscì a non fare cadere nulla usando la propria schiena da tappeto per il carico.

«Aiuto, aiuto!» gridava con voce soffocata.

Da sotto quel grande peso si udivano ogni sorta di lamenti. I soccorsi non tardarono ad arrivare ed il poveraccio fu portato in salvo, benché con diverse ossa rotte.

Uno dei soccorritori, non riuscendosi a togliere un pensiero dalla testa, gli fece una domanda: «Nasreddin, se tu avessi scostato il carico non ti saresti fatto male. Perché non l’hai poggiato a terra ed invece hai aspettato noi?»

Il Mullah guardò l’altro di sbieco, rispondendo con aria carica di sospetto: «Queste parole possono solo uscire dalla bocca di un irresponsabile!».

Un enneatipo Sei si contraddistingue per il suo forte senso di responsabilità. A volte molto pignolo, altre vago ed equivoco, è estremamente attento a non fare la cosa sbagliata. Desidera avere direttive precise in merito ad un compito da eseguire e nel momento in cui questo viene da lui accettato, farà di tutto per portarlo a termine.

Per Nasreddin non è assolutamente un dettaglio quello di non poggiare a terra il carico. Una volta data la parola, questa diventa un contratto molto difficile da recedere. Il valore della propria persona va misurato in termini di fedeltà, che può essere un gruppo come la famiglia, un partito, una squadra, degli amici, una società o altro. In questo caso, il Mullah aveva dato la parola al suo datore di lavoro e mai al mondo si sarebbe azzardato di poggiare a terra il carico dopo aver promesso di evitare di farlo. Non avrebbe mai voluto sentirsi incolpato di aver eseguito il lavoro al di fuori della consegna che gli era stata posta. Il prezzo da pagare è stato alto, ma questo è il peso della responsabilità.

Quando però per qualche motivo il compito non può essere portato a termine nella maniera richiesta, ecco che i nodi vengono al pettine. Un Sei, tanto premuroso di essere responsabile, non appena si trova il dito puntato contro per qualcosa, sarà ben pronto a discolparsi e a spostare la causa dell’errore altrove. Generalmente la responsabilità viene scaricata sulla presunta ambiguità di una regola, di un accordo o di una parola data. In queste situazioni sembra riflettere tutto ciò che gli viene scagliato addosso, proiettando altrove ciò che gli viene accusato, o presume che gli venga accusato.

A volte si sente chiamato in causa anche quando non c’entra nulla, in questo senso può essere il peggior nemico di se stesso. Di fronte alla paura di sbagliare, la quale diventa spesso un peso davvero insopportabile, potrebbe rispondere congelando la propria libertà di scelta identificandosi in un gruppo di persone, trovando conforto nella comunità. Ad un Sei non necessariamente interessa emergere come persona, anzi, la vittoria della squadra è la sua vittoria.

Quell’arrovellamento mentale può trovare due risposte molto diverse. Potrebbe renderlo caloroso e amichevole, in quanto preferisce non cercare guai, oppure aggressivo ed impulsivo, poiché desideroso di affrontare quanto prima le sue paure. In questo senso all’interno dell’enneatipo Sei esiste una distinzione tra fobico e controfobico: da una parte il ritirarsi, dall’altra l’attaccare. Sono entrambi modi di rispondere all’ansia. Questa caratteristica può cambiare nel tempo e variare a seconda delle persone o situazioni con cui si ha a che fare. Nessun altra personalità presenta una tale varietà comportamentale tra individuo ed individuo, benché le motivazioni alla radice siano le medesime.

Questo enneatipo è estremamente attento all’autorità, nei confronti della quale si approccia con lealtà ma al tempo stesso con scetticismo. Esiste in lui il duplice aspetto di chi desidera avere una guida illuminata di cui fidarsi, ma di cui non potrà fare a meno di mettere in dubbio le scelte qualora queste non fossero previste nei patti iniziali. Questo dà luogo ad un atteggiamento di sospetto nei confronti del prossimo, del quale ritiene ogni volta necessario arrivare a scovare le reali intenzioni.

[tratto da: Enneagramma, i Nove abitanti della Terra]