Enneatipo 7

Nasreddin nella sua infanzia amava andare a caccia di farfalle col suo retino. Ogni giorno sbrigava rapidamente tutti i suoi obblighi per poi potersi dedicare alla sua attività preferita. Spesso addirittura ignorava ciò che gli veniva chiesto dai genitori e dalla natura per fuggire ed in tutta libertà godersi la sua passione.

Giorno dopo giorno, però, gli obblighi aumentavano: «È ora di crescere», gli veniva detto.

Ma lui non desisteva. Era giunto al punto di inventarsi ogni sorta di stratagemma per prendersi i suoi spazi. Alle prime luci dell’alba si calava dalla finestra di camera sua e correva bagnandosi i piedi con la rugiada mattutina, per poi rincasare al chiaro di luna per non incrociare la sua famiglia, a quell’ora già cullata dal sonno.

Un bel giorno, giunse al campo dov’era solito dirigersi. Contemplò l’ambiente e non vi trovò alcuna farfalla. Nel guardarsi intorno, sorprese una figura appoggiata ad un albero. Era suo zio.

Di fronte allo stupore del piccolo, questi disse: «È da tempo che ti seguo, Nasreddin, e per i miei occhi è una delizia guardare con quanta gioia ti dedichi al tuo sogno».

Nasreddin, sorpreso ma non sprovveduto, corse dietro un albero mentre lo zio continuava: «Ti avevamo avvertito. Quando ti diciamo che è ora di crescere, non è solo per farti lavorare, ma per risparmiarti questa delusione. Infatti il clima è cambiato, le farfalle se ne sono andate e non torneranno qui per molto tempo ancora… Ma cosa stai facendo?»

Il ragazzino aveva fatto capolino dalla boscaglia con uno zaino in spalla: «Lo sapevo benissimo anche io, ed infatti eccomi pronto ad andarmene con loro!»

Un Sette è sempre in fuga da qualcosa ed alla rincorsa di qualcos’altro. Per questo enneatipo stare fermi significa mancanza di libertà, vuol dire silenzio. Tutto ciò, per lui, è sinonimo di sofferenza.

La sua attenzione è sempre rivolta alle possibilità piacevoli. Non si accontenta di una soluzione, vuole averne almeno tre a disposizione, poiché se una non va in porto, ce n’è sempre un’altra da intraprendere. Per questo motivo ama progettare, fantasticare su come potrebbe essere fatta una cosa e solo in un secondo momento occuparsi eventualmente della sua concreta realizzabilità.

Nel racconto, il giovane Nasreddin non va solo a caccia di farfalle, ma di sogni, ed è pronto ad ogni evenienza. Infatti non si è fatto prendere in contropiede di fronte alla scomparsa delle farfalle, era già pronto all’eventualità. Per nessun motivo è intenzionato a mettere da parte la sua libertà, qualunque sia il prezzo da pagare. Ecco dunque che possiamo paragonarlo a Peter Pan, sempre proiettato nel fantastico e quindi nel futuro.

Un Sette si sente immerso in un’esistenza ricca di opportunità ed è molto difficile rinunciare a questa o a quella. Il desiderio di assaggiare una fetta di ogni torta è sia un impulso dettato dall’entusiasmo della scoperta, sia un modo per non rischiare di rimanere fermo troppo a lungo in un punto, pena il rischio di soffrire. Routine e abitudine, ma anche profondità ed impegno, sono tutti concetti che smorzano l’entusiasmo della scoperta, negano il brivido dell’imprevisto e dell’avventura.

A questo enneatipo non piace parlare né sentire parlare di dolore, dunque prometto di non dilungarmi troppo sull’argomento, ma questo aspetto è un tratto estremamente caratteristico. Gli viene spontaneo accantonare doveri brigosi, rispondere alla malinconia con un sorriso, sdrammatizzare momenti pesanti con battute divertenti in grado di alleggerire un clima opprimente. D’altronde la vera fonte dell’ironia non è la gioia, ma la tristezza. Questa tendenza ad evitare le difficoltà assume l’aspetto di un’eccessiva indulgenza, dove non è difficile trovare le scuse adatte per non accaparrarsi gli impegni, anche se questi talvolta sono inevitabili. Dunque l’atteggiamento diventa quello di chi si sacrifica, generando anche reazioni esplosive qualora gli sforzi compiuti non vengano riconosciuti. Un Sette è infatti piuttosto individualista, non di rado fino a livelli narcisistici, per cui sente che le sue intuizioni sono sempre al di sopra di quelle altrui e soprattutto dell’ordine costituito. Questo lo porta ad avere una propensione alla ribellione, poiché difficilmente accetterà di seguire le direttive di un’altra persona o di essere sottomesso alla volontà di chi non lascia sufficiente spazio alla creatività.

[tratto da: Enneagramma, i Nove abitanti della Terra]