Come celebrerò l’Immacolata Concezione: un lavoro sull’identificazione.

Diversamente da ciò che si potrebbe credere, nel giorno dell’Immacolata Concezione non si festeggia il concepimento di Gesù Cristo, ma l’assenza di peccato originale in Maria.

Curioso come tutti al mondo siano portatori di peccato originale, mentre Maria no, vero?

Vi do la mia lettura e vi dirò come voglio festeggiare oggi questa ricorrenza.

Dobbiamo tenere presente due aspetti chiave: il peccato originale e la figura di Maria.

Nel peccato originale, riconosciamo Adamo, Eva ed il serpente come nostre figure interiori. Così scagioniamo subito il pericolo di definire la donna come fonte di tutti i mali.

Adamo è la mente, Eva l’emozione ed il serpente l’istinto o il corpo. La maggior parte delle nostre “tentazioni”, intese come forme di pigrizia, identificazione e resistenza allo sforzo, sono conseguenza della naturale legge d’inerzia che governa il nostro corpo, il serpente. Trovare esempi è facilissimo: si prenda in considerazione la comodità di un divano o il buon sapore di un pasto. Il corpo viene tentato, ovvero si identifica con la comodità. A ruota, l’emozione, ovvero Eva, si compiace di questa cosa: reagiamo con emozioni di tranquillità e gratificazione. Solo alla fine la mente (Adamo) si adegua al contesto.

01RubensImmacolata1627

Questo accade non solo in situazioni innocue come questa. Vi racconto un esempio, cioè cosa ho potuto osservare questa mattina quando una persona non ha rispettato la fila in pasticceria, superandomi.

Il mio istinto ha percepito la “minaccia”, quel lascito ancestrale dell’uomo delle caverne che vede un altro anticiparlo sulla preda. L’emozione è scattata subito con considerazioni negative di ogni tipo riguardo a questa persona ed infine la testa ci ha messo del suo, completamente in automatico, concettualizzando e filosofeggiando sulla condizione dell’essere umano, inutili chiacchiere sul “mala tempora currunt”.

Se non siamo in grado di riconoscere questi automatismi in azione, ed agiscono continuamente, se non siamo in grado di osservare il serpente e la sua influenza sui nostri Eva ed Adamo, continueremo a vivere il nostro “peccato originale” da cui, appunto, si originano tutte le nostre identificazioni e sofferenze. “Peccato”, etimologicamente, significa “mancare”. Mancare di cosa? Mancare di attenzione divisa, di ricordo di sé.

E Maria? Maria è esente dal peccato originale ed è in seno ad essa che nasce Cristo. Significa che ogni volta che il peccato originale non viene agito nella nostra vita, ovvero non diamo seguito a questo processo di identificazioni progressive ed automatiche, un nuovo corpo viene nutrito, un nuovo “fanciullo” prenderà vita. Un nuovo “io”, costruito sulla roccia e non più sulla sabbia, guadagnerà il suo legittimo spazio tra la moltitudine degli altri “io”, i quali fanno sì che, citando Gurdjieff, “noi non siamo uno, ma taxi”.

5 commenti
  1. Daniele Colombini dice:

    Ciao Luca,
    sono un ragazzo di 21 anni che ha a volte problemi a gestire il serpente….come faccio a fare in modo che Adamo riacquisti il sopravvento quando lo desidero? C’è un modo intelligente per lavorare su questo aspetto della propria personalità? è infine giusto cercare di “reprimere” il più possibile il serpente, oppure è giusto accettarlo come parte di noi (quale indubbiamente è) e lasciarlo agire liberamente? perchè spesso, come hai scritto, Eva e il serpente sono d’accordo, poi Adamo però mi fa un c**o così 😉
    Grazie per la tua attenzione

    Rispondi
    • Luca Giorgetti
      Luca Giorgetti dice:

      Caro Daniele, grazie per il tuo commento.

      Non posso darti consigli ma posso raccontarti la mia esperienza. L’idea di poter intervenire, di poter “fare” è spesso illusoria. La mente non può prendere il sopravvento quando desideriamo. Possiamo solo darci l’obiettivo di osservarci quanto più spesso possibile, in maniera tale da cogliere in flagrante quel momento in cui ci stiamo identificando con i nostri istinti e le nostre emozioni. Solo lì, solo all’inizio può essere fatto qualcosa. Fare degli sforzi quando siamo già pienamente identificati difficilmente darà risultati: possiamo solo fare del nostro meglio per lasciare che l’emozione negativa faccia il suo corso senza troppi danni e da lì riprometterci di prestare più attenzione con maggiore anticipo la volta successiva.

      Luca

      Rispondi
      • Daniele Colombini dice:

        Grazie mille Luca! Farò tesoro delle tue parole e ci tengo ad aggiungere che non vedo l’ora di approfondire i temi a cui mi hanno introdotto i tuoi video su Youtube e il tuo blog!
        A presto!

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *