Lo stupido, l’intelligente ed il saggio

Mi torna alla mente questo aforisma che sentii per la prima volta molti anni fa.

Lo stupido parla a sproposito, l’intelligente parla quando conosce la risposta, il saggio quando viene interpellato.

Credo terrò con me queste parole mentre in realtà la mia intenzione è quella di parlare di altro, ovvero di emozioni negative.

La vita ne è imbevuta e vi ci ritroviamo continuamente senza nemmeno sapere come. Dal momento che mi sembra di riconoscere delle onde, ovvero dei periodi nei quali determinati aspetti dell’esistenza sembrano darsi l’appuntamento per mostrarsi ora in una forma ora in un’altra, trascrivo qui un passo tratto dal libro Incontri con Gurdjieff che mi ha fornito uno spunto a proposito di questa onda.

Hignette: Io ho provato ad usare le emozioni negative. Le ho superate benissimo, ma ho provato la sensazione di annullarle, più che di trasformarle. Non riesco ad usarle come forza. Le sopprimo.

Gurdjieff: Non le sopprima. Quello che succede dentro di lei è un altro impulso che per breve tempo prende il posto dell’impulso negativo. Quindi lo tenga da parte, per il momento. Ma non è distrutto. Deve dire molte volte “tchik”* “tchick” per riuscire a distruggere le emozioni negative. Lei non è ancora in grado di discernere […].

*Probabilmente antica parola onomatopeica armena che si riferisca al rumore che si fa quando si schiaccia un pidocchio

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *