Possiamo pensare lucidamente?

La mia impressione è che dopo un periodo di scuotimento iniziale ci si sia un po’ rassegnati o semplicemente si sta vedendo la luce fuori dal tunnel del dopo Pasqua. Nel frattempo, però, mentre tutti guardavano il numero dei morti crescere, sono successe un po’ di cose, a mio avviso alcune delle quali sono molto gravi.

Cos’è una fake news?

Se ne sente parlare sempre più spesso, o almeno si dovrebbe: presto sarà attivo (se non lo è già) un organo che stabilirà ciò che è vero e ciò che non lo è per dare il via libera alla censura. A me pare già sufficientemente scandaloso così, ma prendiamola in buona fede. Ma in un ambito così poco chiaro come quello scientifico attuale, mi riferisco alle caratteristiche del coronavirus, com’è possibile stabilire ciò che è vero e ciò che non lo è? Inoltre, qual è il comitato atto a stabilire cos’è vero e cosa no? Da chi è finanziato? Chi decide chi dovrà farne parte e chi no e su quali basi?

Le fake news sono un reale problema, basti pensare a ciò che emerso delle attività russe in occidente (documentario assolutamente da vedere che non contiene teorie ma dati: The great hack). Ma senza le dovute precauzioni la censura rischia di diventare un sistema di controllo… fuori controllo (ed i semi si son già visti, si veda più in giù nell’articolo).

Cos’è il complottismo?

Prima di parlare del complottismo serve conoscere un semplice concetto: il miglior modo per svalutare un’idea è ridicolizzarla.

Attualmente vediamo il solito trend: non appena qualcuno dice qualcosa fuori dalle fonti ufficiali viene additato come complottista. Ma perché ciò avviene anche se questa persona è un esperto del settore? Abbiamo visto numerosi medici e scienziati avanzare pareri diversi sulla situazione attuale. Non è ancora chiaro ad esempio se chi ha già contratto il virus possa ammalarsi nuovamente. A questo punto non potrebbe essere legittimo pensare che forse il vaccino che tutti aspettano potrebbe non essere la soluzione? Perché dunque additare come complottista chi si pone questa domanda?

E il 5G?

Ciò che viene passato ora è questo: ci sono una serie di complottisti che pensano che il 5G aumenti le probabilità di contrarre il coronavirus, per questo il 5G va abolito. Ora, secondo me questo collegamento non c’è. Tuttavia continuo a serbare dubbi sulle implicazioni sanitarie del 5G: le obiezioni da parte di diversi scienziati sono ben precedenti al periodo del coronavirus. Ma facciamo di tutta l’erba un fascio perché ci manca la profondità di pensiero e perché tutto sommato non ci piace l’idea di vedere realtà scomode o di faticare per costruire una nostra visione personale.

Alcuni link: questo e questo (specie dal minuto 3:40).

Non sono favorevole né sfavorevole al 5G: desidero solo che certe affermazioni vengano confutate da adeguate sperimentazioni – per i farmaci occorrono anni perché potrebbero avere effetti nel lungo termine, come mai questa corsa alla tecnologia invece non tiene conto degli effetti dilazionati nel tempo quando ne sono già stati rilevati nel breve periodo?

Improvvisamente ci fidiamo dei nostri politici?

Ora mi domando: come mai quando si tratta di tasse e decisioni a favore del popolo in periodi tranquilli è parere diffuso che la classe politica non abbia interesse a curarsi degli italiani? Sono stati fatti tagli alla sanità, all’educazione e alle infrastrutture, «piove governo è ladro». Promesse fatte e sistematicamente non mantenute sono la regola: allora perché ora improvvisamente uno dovrebbe pensare che c’è una classe politica che decide per il bene degli italiani? Ma un attimo: dov’è finita la classe politica? Mi sembra che i volti che vediamo sui giornali, eccezion fatta per Conte che decreta in autonomia, siano spariti. Ma la vera domanda è: perché se non ci fidavamo prima della classe politica dovremmo iniziare ora? 

“Ma è morta della gente!”

Non voglio entrare nel tema della conta dei morti per coronavirus, tuttavia voglio solo far presente una cosa: i morti vengono utilizzati come schermo. Va ricordato questo: se ci sono dei morti di mezzo, si ritiene non tollerabile mettere in discussione ciò che questi morti proteggono. In altri termini se viene avanzata una teoria contrastante con quella ufficiale, la risposta automaticamente sarà «ma sei scemo? È morta della gente!». Ecco cosa significa usare i morti come schermo. L’ho vista applicare in altri contesti come quella medicina che una volta era alternativa ed ora pian piano sta diventando la medicina del «è chiaro che la psiche e lo stress ha un ruolo importante nella salute» ma che ancora necessita di codificare questo coinvolgimento mente-corpo.

E l’Europa?

L’Europa dovrebbe essere unita, dovrebbe essere l’alba di un governo globale (dal mio punto di vista). Io sono il primo europeista, ma non sulle basi attuali. Cos’hanno secondo voi per la testa questi signori che si riuniscono ad Aquisgrana per decretare il futuro delle nazioni, l’interesse dell’umanità forse? Abbiamo chiaro cos’è il MES? 

Voglio invitare a pensare come nella nostra testa non ci sia altro che essere pro o contro Europa, dando per assodato che questa è l’unica opzione di Europa plausibile, come se dovessimo scegliere necessariamente tra una frammentazione destinata alle vecchie conflittualità o all’essere dispoticamente governati da autocrazie intoccabili. 

Prendiamo la scienza come dogma?

Un approccio corretto alla scienza dovrebbe favorire il confronto ed il dibattito sui dati raccolti. Perché i dati possono essere sì oggettivi, ma ormai sono così numerosi che necessitano di essere interpretati. Non vedo più da nessuna parte una contrapposizione di pareri scientifici se non in canali di informazioni ufficiale e canali di controinformazione. Sarà per mantenere calme le acque? Forse, ma non vorrei diventasse un’abitudine, specie visti i presupposti appena descritti sopra.

«Lo dice la scienza» è un altro modo di dire «Dio lo vuole», ma la scienza non ha una sola voce perché i dati possono essere collegati in maniera diversa. È tutto quindi nel dubbio ed indefinibile? No, ma perché sopprimere pareri contrastanti? “La scienza” non è colpevole e non può esserlo, ma chi si arroga il diritto di detenere a prescindere la verità in nome di essa, sì: si veda ciò che sta accadendo a Byoblu.

 

Questo articolo non aveva altro scopo se non di riportare l’attenzione su dei temi che altrimenti scivolano troppo facilmente tra un appuntamento di smart working e una puntata dell’ultima serie tv coreana perché quelle occidentali ormai ce le siam viste tutte. 

Non c’è momento migliore da sfruttare per sforzarsi di praticare un pensiero lucido e soprattutto verificare se è privo di identificazioni o meno: troppo facile raccogliere dati solo per alimentare preconcetti.

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